Il Gruppo Volkswagen rafforza la propria resilienza finanziaria nel 2025 – quarto trimestre positivo in un contesto impegnativo

“Nel 2025 abbiamo messo in campo la nuova forza del Gruppo Volkswagen e abbiamo mantenuto saldamente la rotta, nonostante le crescenti sfide a livello globale. Abbiamo registrato una forte domanda da parte del mercato per i nostri prodotti innovativi ed entusiasmanti, dotati di tecnologie all’avanguardia, che hanno vinto numerosi premi prestigiosi e che hanno reso la vita quotidiana dei nostri clienti più facile, sicura e confortevole. Abbiamo dimostrato la nostra solidità e che i nostri programmi orientati al futuro funzionano. Sostenuti da una forte performance finanziaria a fine anno, abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra Azienda. Dopo un intenso lavoro di riorganizzazione all'interno del Gruppo Volkswagen, durato tre anni, stiamo registrando progressi tangibili. Allo stesso tempo, operiamo in un contesto fondamentalmente diverso. Siamo quindi determinati a proseguire il percorso che abbiamo intrapreso. Un motivo in più per entrare ora nella fase successiva della nostra trasformazione: adattare il nostro modello di business alle nuove condizioni, espandere la nostra presenza regionale, proseguire con approccio disciplinato sui costi e offrire prodotti all'avanguardia. Nel 2026 introdurremo modelli elettrici accessibili dotati di tecnologia premium. Nel mercato cinese daremo il via alla più grande campagna di lanci della nostra storia. E raggiungeremo traguardi fondamentali per le batterie, il software e la guida autonoma nel nostro percorso per diventare il Global Automotive Tech Driver".

“Il 2025 è stato caratterizzato da tensioni geopolitiche, dazi e un'intensa pressione competitiva. In questo contesto impegnativo, abbiamo lanciato 30 nuovi modelli, compiuto progressi visibili nella nostra ristrutturazione, generato un solido flusso di cassa netto e mantenuto così la nostra liquidità netta stabile a un livello convincente. Si è trattato di azioni importanti per rafforzare ulteriormente la resilienza del Gruppo Volkswagen. Tuttavia, il margine operativo al 4,6%, rettificato per la ristrutturazione, non è sufficiente nel lungo periodo. In questo contesto difficile, vogliamo mantenere la competitività tecnologica dei nostri veicoli con motore a combustione, continuare a investire in modelli elettrici e nelle più recenti soluzioni software per i nostri clienti ed espandere la nostra presenza regionale, in particolare negli Stati Uniti. Potremo fare tutto questo solo se continueremo a ridurre rigorosamente i costi, a sfruttare le sinergie del Gruppo, a ridurre la complessità e quindi ad aumentare la redditività in modo sostenibile. Questo è ciò su cui ci concentreremo nei prossimi mesi”.


Dividendo
All'Annual General Meeting di giugno, il Consiglio di Amministrazione e il Consiglio di Sorveglianza proporranno un dividendo di 5,26 euro per azione privilegiata e di 5,20 euro per azione ordinaria per l'esercizio 2025, in calo del 17% rispetto all'anno precedente. Il dividendo proposto si basa su una politica invariata dei dividendi, che prevede un payout ratio di almeno il 30%. Come annunciato, la svalutazione del valore di Porsche non è stata presa in considerazione nella determinazione del dividendo proposto.
Outlook 2026
Il Gruppo Volkswagen prevede che il fatturato si attesti in un intervallo compreso tra lo 0 e il +3% nel 2026 rispetto all'anno precedente. Il ritorno operativo sulle vendite del Gruppo dovrebbe posizionarsi tra il 4,0 e il 5,5%.
Nella Divisione Automotive, l'Azienda prevede un rapporto di investimento compreso tra l'11 e il 12% nel 2026. Il flusso di cassa netto 2026 dovrebbe risultare tra i 3 e i 6 miliardi di euro. La liquidità netta nella Divisione Automotive dovrebbe attestarsi tra i 32 e i 34 miliardi di euro nel 2026. Il Gruppo Volkswagen continua a perseguire il proprio obiettivo di mantenere una solida politica di finanziamento e liquidità.
Si prevedono sfide provenienti in particolare dal contesto macroeconomico, dalle incertezze relative alle restrizioni nel commercio internazionale e alle tensioni geopolitiche, dall'aumento dell'intensità della concorrenza, dalla volatilità dei mercati delle materie prime, dell'energia e dei cambi, nonché dai requisiti stringenti derivanti dalle normative in materia di emissioni.
La previsione si basa sul presupposto che i dazi correnti nel commercio internazionale rimangano in vigore


